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Riunita la giunta Faib – assegnate le deleghe operative ai Vice Presidenti

Non più rinviabile la ripresa di iniziative della filiera: rischio irrilevanza per il settore

Si è riunita ancora in modalità video conferenza il 1° dicembre us la Giunta nazionale Faib per discutere dei negoziati aperti; del Tavolo di filiera e degli ingiustificati ritardi di iniziative; delle Deleghe operative; del Report sulle attività 2021 e delle linee programmatiche 2022; della Rete autostradale.

La riunione aperta da una breve introduzione del Coordinatore nazionale Gaetano Pergamo si è sviluppata sulla relazione del Presidente Giuseppe Sperduto.

Sperduto ha relazionato sullo stato delle trattative aperte. È partito dal confronto in atto con Eni sullo stato di applicazione dell’Accordo sottoscritto il 17 luglio per considerare con soddisfazione che dopo il lungo e faticoso lavoro fatto dalle tre Federazioni dei gestori, che ha portato ad un buon risultato per la categoria, al momento non sono rilevate particolari criticità. Faib nel riconoscere l’importanza dell’intesa con l’Azienda leader, anche se con un forte ritardo, ha tuttavia evidenziato la propria contrarietà ad alcune scelte in materia contrattuale, sebbene limitate ad alcune aree, in cui ha fatto ricorso a tipologie contrattuali non tipizzate e dunque fuori dal quadro normativo. Sempre su Eni, Sperduto ha manifestato la propria soddisfazione per la riapertura del tavolo di confronto negoziale per la rete autostradale sulla quale compagnia vuole svolgere un ruolo importante. In questo senso è stato convocato il tavolo per il 9 dicembre pv.

Il Presidente poi ha affrontato la questione del tavolo IP, dove pur perdurando alcune criticità, la compagnia, in occasione dell’ultimo incontro ha manifestato la volontà di introdurre elementi di positivo cambiamento di approccio alle problematiche evidenziate nei mesi scorsi. Sperduto ha registrato alcuni progressi nell’applicazione dell’Accordo, e il positivo confronto rispetto alle questioni pendenti da cui è scaturito anche una disponibilità concreta a procedere alla costituzione dell’“Ente Bilaterale” per un continuo e proficuo rapporto di confronto finalizzato a dare valore ad un accordo che parte da presupposti innovativi per il settore, dalla formazione alla qualificazione della rete.

Il Presidente ha, quindi, affrontato la questione EG-Esso, mettendo in evidenza la situazione di stallo del confronto con il management dell’Azienda, a cui le tre Federazioni hanno avanzato, a più riprese, delle proposte concrete rimaste inevase. A questo punto, per il Presidente Faib, a un anno e mezzo dalla scadenza dell’Accordo, è arrivato il momento di dare segnali concreti all’azienda, perché il tempo non è una variabile indipendente ed ogni giorno che passa rappresenta un forte aggravamento delle gestioni a marchio Esso di proprietà EG. Sperduto ha rimesso alle scelte dei comitati di colore delle tre Federazioni le azioni da intraprendere, assicurando il sostegno pieno e incondizionato della Federazione.

Stesso ragionamento fatto su EG vale anche   per Q8, dove a fronte di un accordo scaduto da 2 anni, l’Azienda ha sempre dimostrato a parole di essere disponibile ad aprire un confronto per definire una nuova intesa, ma alle parole non sono seguiti i fatti. In ogni modo, Sperduto si è detto fiducioso su una prossima ripresa del confronto per il rinnovo dell’accordo di colore, restando nella piena disponibilità della rappresentanza dei gestori tutte le forme di protesta che si renderanno utili e che saranno messe in atto con determinazione.

Sui temi organizzativi, il Presidente Faib ha proposto le deleghe operative ai Vice Presidenti, affidando la delega all’innovazione digitale al Vice Presidente Flavio Convento, quella all’imprenditoria femminile alla Vice Presidente Francesca Costa, alla contrattualistica e alla negoziazione con i privati al Vice Presidente Andrea Stefanelli, alla contrattualistica Non Oil al Vice Presidente Alessandro Broggi, tenendo per sé i temi generali di settore e della transizione energetica, con il Coordinatore nazionale chiamato a fare sintesi organizzativa dei vari aspetti enunciati. A completamento del riassetto organizzativo, vengono riconfermati i comitati di colore nella loro composizione, individuando al loro interno le figure di riferimento che coordinano i comitati stessi all’interno di ogni marchio.

Sperduto ha concluso l’intervento ribadendo la necessità di una ripresa di iniziativa delle tre Federazioni, sul versante del contrasto alla doppia illegalità, fiscale e contrattuale, dell’adeguamento della rete alla fase di transizione energetica, della proposta politica di riposizionamento qualitativo della rete carburanti, rimarcando che senza un’iniziativa unitaria il settore rischia la marginalizzazione e l’irrilevanza. Per questi motivi ha rilanciato l’improcrastinabile urgenza di procedere nel brevissimo periodo alla costituzione di un tavolo di lavoro con i rappresentanti della filiera, preannunciando una nuova iniziativa nei confronti delle associazioni di settore.

Sul segmento Autostrade, il Presidente Antonino Lucchesi ha preso atto della decisione di Eni, a lungo sollecitata, di riaprire il tavolo di confronto per rinnovare un accordo che è scaduto da molti anni. Sul punto Lucchesi ha denunciato che la questione principale sta nelle regole generali sottostanti il regime concessorio che necessita di una rivisitazione in grado di restituire marginalità e profittabilità al settore e alle gestioni, per sottrarle alla rendita di posizione dei concessionari. È anche in virtù delle regole vigenti, non più sostenibili, che il segmento autostradale della rete carburanti appare allo sbando e fortemente invecchiato, oltre che privo di appeal per gli automobilisti. L’iniziativa Eni va collocata in questo ambito generale, tenuto conto che è da due lustri che non si rinnova un Accordo e che nel frattempo gli erogati hanno perso per strada i due terzi dei volumi: una situazione di evidente sofferenza economica delle gestioni, su cui gravano spese fisse e di gestione del personale non più sostenibili. Per Lucchesi, il settore  ha retto a fatica l’effetto combinato della perdita di volumi, del blocco dei rinnovi contrattuali  e dell’aumento dei costi fissi grazie ad una forte flessibilità imprenditoriale dei gestori autostradali, in assenza della quale le aree oggi sarebbero pressoché abbandonate. Il confronto non può che partire da questo quadro allarmato. La stessa cosa vale anche per la IP a cui le Federazioni hanno chiesto di riavviare il negoziato autostradale.

La Giunta ha quindi delineato le linee di lavoro per il 2022 lungo le linee della transizione energetica e digitale, della formazione e dell’informazione alla nuova generazione di gestori, delle opportunità del PNRR, della riforma del settore, della crescita del welfare della distribuzione carburanti come elemento attrattivo per il comparto.