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Presidenza Faib: mobilità, decisioni europee demagogiche, la filiera faccia sentire la sua voce

Tavolo interministeriale: senza la riforma della rete a rischio gli obiettivi del PNRR. Necessaria la compensazione per l’anticipazione del taglio delle accise

La Presidenza  nazionale Faib si è riunita giovedì 9 giugno 20 22 alle ore 10.30 in modalità on line per discutere i temi all’ordine del giorno su recupero delle accise assolte, Tavolo interministeriale, Riforma rete carburanti e proposte legislative,  Rilancio Cipreg e delle proposte di lavoro e dei Rinnovi degli Accordi e dei tavoli industriali.

La Presidenza, in riferimento alla decisione europea in merito allo stop alle vendite alle auto a motore termico dal 2035 ha evidenziato che si tratta della conferma di una scelta forzata e unilaterale, che non tiene conto del principio della neutralità tecnologica e sottovaluta le capacità della ricerca di produrre carburanti sintetici in grado di abbattere le emissioni per il 90%, senza considerare né che già quelle delle ultime motorizzazioni sono a basse emissioni né che quelle riferite alla mobilità sono relativamente tra quelle meno incidenti sui cambiamenti climatici. L’Europa è come se avesse deciso di affrontare il tema della tutela ambientale  afferrando il fenomeno dalla coda senza considerare che è una decisione che non contempera la tutela ambientale con la tutela sociale esponendo da una parte i paesi europei più avanzati ad una crisi occupazionale senza precedenti e alla dipendenza da altri continenti per le materie prime  e dall’altro ad una evidente insufficienza energetica affidata alle rinnovabili. In questo momento di grande difficoltà occorrerebbero invece scelte oculate, equilibrate, che tengano insieme diversi aspetti meritevoli di tutela e  non certo a senso unico. L’auspicio è che il Governo italiano faccia valere il suo peso in ambito europeo e freni questa deriva demagogica correggendo il tiro al più presto, evitando danni enormi all’economia e all’occupazione.

La Presidenza nazionale della Faib, proseguendo il confronto,  si è concentrata sui primi tre punti rinviando ad un’apposita seduta il confronto sulle iniziative in campo per il rilancio del Cipreg  e per l’analisi dettagliata dei singoli tavoli negoziali aperti con le Aziende. La Presidenza ha quindi passato in rassegna le questioni legate all’accise assolta, criticando le scelte governative di emanare provvedimenti senza prevedere le necessarie compensazioni, denunciando l’intollerabile iniquità di una politica che scarica sui gestori carburanti l’onere economico e finanziario di politiche incapaci di contrastare i rincari energetici. Faib si adopererà ancora, con tutti gli strumenti a sua disposizione, per ottenere provvedimenti equitativi finalizzati a ristorare i gestori di quanto anticipato. In questo senso, la Presidenza, raccogliendo l’invito del Presidente Giuseppe Sperduto che già nelle scorse settimane aveva denunciato l’insostenibilità dell’attuale quadro economico per le gestioni, strette nella morsa dei rincari dei costi di gestione, ha annunciato lo stato di mobilitazione della categoria a sostegno della riforma del settore, per imprimere una accelerazione decisiva al processo di contrasto all’illegalità petrolifera e soprattutto a quella contrattuale, essendo intollerabile che ben oltre la metà della rete sia gestita in maniera illegale, con evasioni contributiva e abuso di lavoro povero.

Su questi temi, Faib dichiarando la disponibilità  a forme di innovazione all’interno di un quadro di regole certe, da ricercare in tutte le sedi istituzionali e politiche, vuole imprimere un’accelerazione al confronto anche con la presentazione di proposte normative  per sostenere concretamente il processo di transizione energetica che passi attraverso la riqualificazione della rete, la figura professionale del gestore, la garanzia dell’obbligo contrattuale e della giusta remunerazione degli operatori della rete, l’incentivo sull’uso dei carburanti sintetici che decarbonizzano al 90% le emissioni,  compatibili con l’attuale struttura di rete distributiva.

Sul tavolo interministeriale, Faib apprezzando l’apertura del confronto in sede istituzionale non valuta positivamente la mancanza di una nuova data, anche se il tavolo ha preso atto della gravità della situazione su una rete giudicata strategica per il paese, rimettendo al Governo le valutazioni più opportune sulle questioni emerse e sulle iniziative da intraprendere anche alla luce di proposte concrete da parte degli operatori partecipanti al tavolo. In questo senso le dichiarazioni del Ministro Cingolani da una parte e di importanti opinion leader  dall’altra fanno ritenere che la politica potrebbe riconsiderare la necessità di un intervento  normativo correttivo sulla rete, sia ordinaria che autostradale. Anche alla luce di una straordinaria e acuta crisi energetica (e della categoria), accentuata dal forte aumento dei costi subiti. Elementi che  rendono urgenti e improcrastinabili gli interventi auspicati, nella consapevolezza che senza riforma della rete energia per la mobilità del paese gli obiettivi del PNRR sono a rischio. Su questi aspetti la Faib tornerà a riunire la Presidenza nazionale per assumere le necessarie iniziative utili ad imprimere forza e accelerazione al processo di riforme che non può attendere oltre  le ricomposizioni e i riposizionamenti dei singoli attori della filiera mentre il settore sprofonda nella crisi.  Per Faib questo è il momento che la politica deve cogliere in pieno- e il Governo e il Ministro Cingolani hanno tutti gli strumenti per apprezzarne l’urgenza- per mettere in sicurezza un comparto strategico per la mobilità del paese, delle merci e delle persone, inserito a pieno titolo e in prima linea nelle politiche di transizione energetica. Le aree di distribuzione carburanti sono un asset del paese, siano lo snodo della nuova mobilità e delle nuove energie, nessuna esclusa, lasciando al mercato la scelta energetica.

Accanto a questo Faib chiede la riapertura immediata del confronto con le compagnie per il rinnovo dei contratti scaduti in considerazione dell’escalation dei prezzi dei carburanti, dell’aumento vertiginoso dei costi energetici e di quelli generali di gestione e non ultimo del taglio delle accise deciso dal Governo a marzo e  che ha prodotto una perdita secca di oltre 70 milioni per le gestioni, rendono la situazione economica allarmante e non più sostenibile nei prossimi mesi. Di qui la mobilitazione della categoria a cui occorre lavorare sin da subito.