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Blitz di gruppi extraparlamentari sui distributori di carburanti

Faib Confesercenti stigmatizza l’iniziativa: preoccupati per  escalation delle protesta. Si punta ad esasperare il clima nel paese

 

Il blitz verificatosi stanotte su diversi impianti carburanti in tutto Paese è da stigmatizzare sia per i contenuti, ma soprattutto per la forma: in molti casi stamane i gestori hanno trovato sui loro impianti pistole di erogazione bloccate con fascette che ne avrebbero impedito l’uso. La Faib Confesercenti ricorda che la distribuzione carburanti è un servizio di pubblica utilità aperto con i self service 24 ore su 24. In tal modo alcuni distributori potrebbero non essere stati nella condizione di assicurare all’utenza il servizio perché impedito.

Il blitz, realizzato da persone a volto coperto per evitare di essere individuate dalle telecamere, firmato da gruppi extraparlamentari, come si legge nei volantini affissi sui punti vendita, ha previsto anche l’esposizione di striscioni riportanti lo slogan volutamente esasperato con finte sacche di sangue.

Una rappresentazione del tutto fuori luogo in una situazione in cui perdura da un lato la grave emergenza sanitaria, dalla quale ancora non siamo usciti, e dall’altro, la tremenda guerra in atto nel cuore d’Europa, in cui vediamo immagini di migliaia di morti e feriti.

Un crescendo di tensione, quello sui prezzi dei carburanti e non solo, che si somma ad alcuni episodi di danneggiamento ai cartelli, registrati sui nostri distributori, scritte offensive e aggressioni verbali e fisiche, una delle quali ha mandato in ospedale per ferite un nostro rappresentante sindacale mentre svolgeva il suo lavoro di gestore.

La Faib Confesercenti invita le autorità affinché esercitino un maggior controllo e auspica, nell’intervento del Governo, che oltre ad assumere provvedimenti di contenimento dei prezzi per sostenere le famiglie e le imprese, assicuri un maggior controllo sulla rete distributiva, esercitando anche una più concreta e reale  sorveglianza sui prezzi internazionali dei prodotti petroliferi.

L’attuale impianto di comunicazione dei prezzi di listino da parte dei fornitori, dei prezzi praticati dai gestori all’Osservatorio carburanti e il controllo che dovrebbe effettuare il ministero, ha dimostrato che si tratta di incombenze molto articolate ma prive di reale efficacia; rappresentano solo ad un aggravio burocratico mentre nella sostanza del tutto insufficienti a far fronte ad impennate e momenti di crisi in grado di verificare le speculazioni denunciate. Un impianto normativo che, a parere della Faib Confesercenti, va rivisto anche in ragione della assoluta gravità del fenomeno di illegalità petrolifera che ha raggiunto soglie di evasione ed elusione intollerabili.