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Presidenza Faib: urgente varare il tavolo di filiera e rilanciare l’iniziativa per il contrasto all’illegalità e all’evasione contrattuale. Rimodulare la comunicazione prezzi.

La Presidenza nazionale Faib riunita il 22 settembre us ha discusso i vari punti all’odg riguardante le relazioni industriali e il punto sui tavoli aperti; la necessità di un Tavolo di filiera; della comunicazione prezzi e dell’ iniziativa Faib; la disamine del quadro sulla PDL “Concessione” e le iniziative sindacali da mettere in campo; del rilancio del Cipreg; della rete autostradale e delle azioni da attivare dopo la proroga stabilita dal DL 121/2021, della questione del green pass nella distribuzione carburanti; della partecipazione Faib a Fuel Mobility.

Dopo l’illustrazione dell’ordine del giorno da parte del Coordinatore nazionale che ha brevemente riepilogato le questioni in discussione, il Presidente Sperduto ha svolto la relazione di apertura dei lavori della Presidenza. Nel suo intervento Sperduto ha toccato tutti i punti all’odg, fornendo la propria impostazione rispetto ai temi trattati. Il Presidente ha incitato il gruppo dirigente ad essere sempre presente accanto ai gestori e a sollecitare Faib nazionale ad intervenire sulle criticità segnalate dai colleghi, privilegiando una concreta politica del fare.

La Presidenza ha svolto un approfondito, e anche critico, confronto sui punti in discussione, deliberando sui vari punti. La Presidenza ha incitato la Giunta- e i comitati di colore- a lavorare sulle relazioni industriali per accelerare 1) il confronto con EG- anche  e soprattutto dopo l’ultimo incontro negoziale con l’Azienda- per il rinnovo dell’Accordo economico e normativo per gli impianti a marchio Esso, confermando un quadro di diffusa preoccupazione, evidenziato anche dalla mancata risposta, a distanza di oltre tre mesi, alla proposta avanzata dalle tre Federazioni; 2) con Q8, anche in questo caso ad esito dell’incontro del 14 settembre us per il rinnovo dell’Accordo economico, valutato positivamente ma da approfondire nei diversi profili economici e normativi; 3) con IP, per la piena applicazione dell’Accordo economico e normativo, essendo in presenza di diversi ritardi. La Presidenza ha chiesto una nuova azione verso Petrolifera Adriatica, nei cui confronti procede il corposo contenzioso giuridico; gli intervenuti hanno evidenziato l’aggravarsi delle criticità sulla rete e lo scollamento tra gestori e Azienda, richiedendo ulteriori azioni politico sindacali e giudiziarie; lo stesso verso Tamoil, vero scandalo operante, sotto gli occhi di tutti, in violazione della normativa di settore per i profili economici e normativi. Un forte richiamo la Presidenza ha inteso rivolgere agli Uffici del Mite- subentrato al Mise- sollecitandoli ad agire per far rispettare le leggi di settore e ad aggiornare la propria agenda sulle criticità vere del settore, segnato dall’illegalità diffusa e dall’evasione contrattuale. La Presidenza ha anche valutato il buon apprezzamento della categoria per il rinnovo dell’Accordo economico e normativo con Eni, la cui entrata in vigore sta procedendo in modo corretto e lineare, pur se con alcune e circoscritte criticità.

La Presidenza ha poi preso atto della scarsa attenzione delle Istituzioni e del Mite verso il settore e del continuo rinvio del famoso Tavolo ministeriale promesso dalla Sottosegretaria Gava. A questo punto, Faib ritiene indilazionabile una forte iniziativa della filiera nel suo complesso per l’avvio di un Tavolo tra le principali componenti della stessa. L’obiettivo è quello dichiarato e condiviso dai più e finalizzato a giungere ad una proposta di riforma del settore, partendo dalla necessità di una vera riflessione sul futuro della rete in relazione alla transizione digitale ed energetica, ad una ristrutturazione della rete in chiave ambientale e qualitativa, in grado di intercettare i nuovi bisogni di mobilità, di contrasto all’illegalità, che rischia di mandare all’aria gli operatori corretti, e all’evasione contrattuale, che produce un vantaggio competitivo a favore di imprenditori e aziende che praticano il caporalato petrolifero, in spregio alle leggi e in violazione dei diritti dei gestori. Sono temi sui quali oggi c’è una larga convergenza e sui quali oggi nessuno può più permettersi di perdere tempo. La transizione energetica e digitale da una parte, la concorrenza sleale dall’altra rischiano di stringere in una morsa la parte sana della filiera tutta, anche quella più strutturata. Ecco perché ad avviso di Faib è necessario partire subito, senza attendere i riti e i tempi-biblici- del Mite: si può partire dalla proposta unitaria avanzata dai gestori, verificare i punti di convergenza e passare a quelli sui quali occorre una riflessione, per trovare lo strumento giuridico più adatto a guidare il cambiamento che volenti o nolenti arriverà. Faib vede che c’è lo spazio per dotare il settore degli strumenti normativi necessari per riformarlo. Del resto, la risoluzione de Toma, su molti di questi temi, registrò un ampio consenso parlamentare, dopo l’audizione di tutta la filiera. Il tavolo potrebbe conseguire l’obiettivo di un “Accordo interprofessionale” su transizione e innovazione, contrattazione erga omnes, formazione, bilateralità, nuove forme contrattuali, operatività non oil, confermando la centralità del gestore e recuperando lo spirito dei grandi accordi della fine degni anni 90.

Sulla questione prezzi la Presidenza ha approvato la nota Faib che ha contestato al Mise l’obbligatorietà della comunicazione prezzi in assenza di variazioni degli stessi. Per Faib, l’obbligo di comunicazione del prezzo di vendita del carburante è obbligatorio, in coerenza con la norma istitutrice, solo in caso di variazione del prezzo stesso, in diminuzione o in aumento, ritenendo insussistente il suddetto obbligo in assenza di variazioni. Su questo punto la Presidenza ha confermato che l’eventuale contestazione da parte degli Organi di vigilanza della mancata comunicazione settimanale in assenza di variazione debba essere opposta dinanzi al Sindaco, con la richiesta di archiviazione. In questo senso, anche per evitare un complesso contenzioso, Faib ha richiesto al Ministero di aggiornare la circolare, chiarendo che l’obbligo di comunicazione vige solo nel caso di variazione del prezzo del carburante, come previsto dal Dm 15 ottobre 2010. Sul caso delle sanzioni multiple e retroattive per la mancata comunicazione, Faib ha evidenziato al Mise che l’applicazione di una pena corrispondente alla somma prevista per la singola violazione moltiplicata per il numero delle violazioni contestate sia eccessivamente penalizzante per il gestore, al quale semmai andrebbe applicata un’unica sanzione, come recentemente il legislatore ha previsto, ad esempio, riguardo agli illeciti amministrativi contemplati dal “Codice dell’ambiente”. In questo senso, Faib ha chiesto al Ministero che, con gli strumenti idonei, dia alle Autorità competenti all’irrogazione della sanzione l’indicazione di applicare, in questi casi, in via di equità, una sola sanzione, nell’importo minimo.

Sulla questione Cipreg la Presidenza ha apprezzato, ancora una volta, la grande importanza dello strumento di welfare a favore della categoria, sottolineando la soddisfazione per i rendimenti annui- sempre superiori a quelli dei titoli di Stato-riconosciuti dagli accantonamenti derivanti dalle polizze sottoscritte a favore dei gestori. Su questo punto, è stato evidenziato tuttavia l’esigenza di una più adeguata strutturazione dello stesso Cipreg e una maggiore adesione alle esigenze dei gestori in termini di informazioni e servizi con il rilancio della cifra unitaria della governance.

Sul tema della rete autostrade, la Presidenza ha rilanciato la questione dei rinnovi degli accordi economici, sollecitando la ripresa delle trattative interrotte verso i principali attori del segmento. Ad oggi, ad eccezione di Q8, mancano all’appello gran parte degli affidatari dei servizi di distribuzione carburanti. Il quadro di settore, da questo punto di vista e non solo, è vistosamente in decomposizione: crescita esponenziale dell’evasione contrattuale, prezzi fuori mercato, manutenzione della rete insufficiente, costi di gestione in aumento, servizi scadenti. La Presidenza ha quindi sollecitato una forte iniziativa alla ripresa del confronto verso Eni, quale leader della filiera, perché dia un segnale di apertura e attenzione ai problemi insistenti sul segmento che rappresenta il principale asse viario del paese. L’organismo dirigente della Faib ha poi affrontato il tema della proroga biennale disposta con l’art. 2 del DL 121/2021 recante disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale. Come è noto con tale provvedimento vengono prorogate di due anni tutte le concessioni e gli affidamenti dei servizi di distribuzione carburanti in autostrada, per attenuare i disagi e le perdite economiche subite a causa della pandemia COVID 19. Faib Autostrade apprezza e condivide la scelta del governo che ha recepito la proposta della proroga di due anni per gli affidamenti delle aree di servizio di distribuzione carburanti, ma rimarca che tale proroga deve essere finalizzata 1) ad aprire immediatamente un tavolo di confronto con tutti i soggetti operanti sul mercato autostradale per stabilire le regole con cui effettuare le nuove gare e 2) procedere alla riforma del DM interministeriale del 7 agosto 2015 secondo linee che affrontino i nodi della rete autostradale a) razionalizzazione e ammodernamento della rete; b) politica dei prezzi; c) incremento dei servizi d) realizzazione di un vero mercato libero tramite l’affidamento ai gestori degli store e dei punti di somministrazione sotto pensilina; e) valorizzazione e mantenimento del gestore come unico garante della sicurezza e della qualità del servizio sull’area autostradale;3) che la proroga delle concessioni si estenda in automatico agli attuali gestori delle aree di servizio. Su questa linea si muoverà l’audizione di Confesercenti prevista per la conversione in legge del decreto.

Sulla questione del green pass, la Presidenza ha preso atto che si tratta di uno strumento necessario per fermare la pandemia e che ad esso ci si debba conformare- nei tempi e nei modi prescritti- in relazione a tutti i luoghi ove esso sia richiesto e, dunque, anche sulle attività della distribuzione carburanti che sebbene svolte all’aperto sono a più diretto contatto con la clientela.

La Presidenza Faib poi saluta con soddisfazione il lavoro della commissione istituzionale che ha inserito il lavoro dei gestori tra quelli più usuranti e bisognosi di attenzione e tutele e meritevole di essere riconosciuto tra quelli che possano beneficiare di alcuni vantaggi previdenziali, come l’anticipo dell’età pensionabile. Come ha detto il Presidente Sperduto “I benzinai sono tra i lavoratori che più rischiano, nel comparto della distribuzione, infortuni e malattie professionali, sia per la costante esposizione al lavoro in strada e alle variazioni climatiche, sia per quelle derivanti dall’erogazione dei carburanti, sia agli infortuni nell’attività imprenditoriale. Queste modalità sono state ripetutamente segnalate al Ministero del Lavoro. Riteniamo necessario ed urgente che per un settore essenziale come il nostro – che opera a garanzia della mobilità di persone e merci – si arrivi ad una riforma complessiva del sistema pensionistico, che tenga conto dell’usura fisica e mentale di queste mansioni e del ruolo e dell’importanza sociale di questo tipo di attività commerciali, da sempre vicine ai cittadini e ai bisogni primari delle comunità”. L’auspicio è che il lavoro della Commissione sia debitamente valutato dai Ministeri competenti.

Infine, la Presidenza ha deliberato la partecipazione a “Fuel Mobility”, la nuova fiera di settore, con una propria iniziativa federale e la partecipazione a diversi convegni di studi che si svolgeranno dal 6 all’8 ottobre a Bologna.