Stato di crisi aree di servizio autostradali: assemblee dei gestori a Bologna e Caserta

NOTIZIA
12/04/2012
Stato di crisi aree di servizio autostradali: assemblee dei gestori a Bologna e Caserta

Parte oggi da Bologna la due giorni di Assemblee indette dal Coordinamento unitario Faib Fegica per denunciare pubblicamente lo stato di crisi delle aree di servizio della rete autostradale. Nel capoluogo emiliano si ritroveranno i gestori autostradali del centro nord, domani 13 aprile la protesta si sposta a Caserta per il centro sud.
A distanza di settimane dalla denuncia di crisi avanzata dal Coordinamento unitario ai soggetti della filiera distributiva autostradale e ai rappresentanti governativi - e dopo precedenti e ripetute sollecitazioni alle aziende - nulla si è mosso ed anzi la situazione di assoluta criticità in cui versano le imprese di gestione delle Aree di Servizio autostradali è andata rapidamente peggiorando, senza che le aziende petrolifere, nella stragrande maggioranza, dessero un segnale di disponibilità al confronto per riavviare i tavoli utili al rinnovo degli accordi economico normativi scaduti da tempo.
Lo stesso Ministero, che pure dovrebbe essere fortemente interessato a garantire livelli accettabili di servizio sulle aree autostradali, si è distinto per l’assoluta mancanza di iniziative.
In questo quadro le Assemblee indette dal Coordinamento unitario sono chiamate a decidere la sospensione degli accordi regolarmente sottoscritti ai sensi della vigente normativa, e depositati presso il Ministero dello Sviluppo Economico, a far data da oggi martedì 10 aprile, per le parti relative alla definizione e regolazione del prezzo massimo di rivendita dei carburanti.
Le ipotesi di proteste, all’esame delle Assemblee, riguarderanno anche misure che, definite dalle singole gestioni, potranno andare dall’adeguamento del prezzo, alla riduzione dei livelli di servizio prestati, ivi compresa la chiusura delle attività accessorie e correlate negli orari e nei turni di servizio notturni oltre a iniziative che potranno derivare dal confronto degli operatori.
E’ grave il silenzio del Ministero, che si assume per intero la responsabilità della propria latitanza in questa delicata vertenza, in quanto non fa valere le norme che la Legge impone in materia di rinnovo degli accordi.
Al Ministero il Coordinamento unitario rinnova la richiesta di assunzione delle responsabilità istituzionali e di apertura di un “tavolo di crisi” perché possano essere adottate le iniziative idonee ad evitare conseguenze negative e disservizi che il perdurare della situazione rischia di far ricadere sia sulle imprese di gestione che sugli utenti autostradali.







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