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Faib presenta il dossier “La piaga dell’illegalità, la ferita dell’abusivismo contrattuale” a Oil&Nonoil il 23 ottobre ore 11.00 Roma

Faib ha predisposto un dossier dal titolo “La piaga dell’illegalità, la ferita aperta dell’abusivismo contrattuale” per fare il punto sulla situazione nel settore della distribuzione dei carburanti, in una fase storica caratterizzata da molteplici profili problematici.

Lo fa in coincidenza con lo svolgimento della principale fiera di settore nel 2019, per parlare a tutti i soggetti coinvolti nella filiera dei carburanti, siano essi privati che pubblici.

Il dossier, articolato in 4 sezioni, comincia con la sezione 1, che contiene una descrizione quantitativa e qualitativa della situazione del mercato della distribuzione dei carburanti, con dati inediti per quanto riguarda l’appartenenza degli impianti a compagnie petrolifere, società di distribuzione carburanti, pompe bianche, essendo basati sui dati del Mise aggiornati al 30 giugno 2019. In questo ambito emerge che il 70% dei 22.812 impianti porta ancora i marchi delle compagnie petrolifere, mentre il rimanente 30% ha insegne di società di distribuzione operanti con proprio marchio, talvolta al disotto dei 10 punti vendita e come tali non censiti nel dossier. Allo stesso tempo, nel dossier non risultano censiti diversi operatori indipendenti anche di una certa consistenza e importanza operanti sotto altri marchi, come nel caso della Esso italiana che pur avendo venduto la propria rete continua ad essere presente con il proprio logo. Se il 70% della rete opera ancora con le insegne delle compagnie petrolifere c’è da aggiungere che oltre il 50% della rete è di proprietà di privati. Il dossier quantifica anche il numero di impianti per le 50 principali società di distribuzione carburanti operative con il proprio marchio. Ne esce una rete arretrata, sottodimensionata per efficienza e qualità, polverizzata nella proprietà e negli erogati ( 1.367 litri/ anno a fronte dei 3.912 della Francia, dei 3.460 della Germania e dei 2.339 della Spagna).

Le sezioni 2 e 3 illustrano in dettaglio i due principali problemi del settore, ovvero le frodi fiscali, che determinano non solo una perdita di gettito, ma anche una concorrenza sleale a danno degli operatori onesti, e l’irregolarità contrattuale, che colpisce circa la metà dei gestori, derivante dall’uso di contratti non previsti dalla legge.

La sezione 2, basata essenzialmente su una selezione di articoli di giornale e di altri media, che quantificano la dimensione del fenomeno dell’illegalità, e che descrivono i numerosi e diversificati casi di frode, racconta i diversi meccanismi per le 3 principali tipologie di illegalità: contrabbando, evasione Iva e truffa ai clienti.

Queste diverse tipologie di frode si sovrappongono spesso, causando un danno collettivo in termini di perdita di gettito quantificabile intorno ai 4 miliardi di euro l’anno, come risulta da diverse stime.

La sezione 3 si occupa dell’irregolarità contrattuale, che viene spiegata e dimostrata, non solo con precise note giuridiche, ma anche con l’illustrazione dei contenuti dei contratti regolari (comodato più fornitura e commissione) e di quelli irregolari (appalto di servizi, in 2 differenti configurazioni).

Infine, nella sezione quattro si illustrano le proposte di Faib per il contrasto dei fenomeni di illegalità, che provocano danni, non solo alla collettività, ma anche ai tantissimi operatori del settore onesti.

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