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Faib Fegica e Figisc al Ministro Patuanelli: urgente convocare il tavolo di crisi della distribuzione carburanti e dare seguito alla Risoluzione parlamentare De Toma

 

Le Federazioni maggiormente rappresentative dei gestori carburanti italiani operanti sia su rete ordinaria che autostradale con una nota unitaria hanno denunciato lo stato di grave crisi del settore e chiesto l’apertura di un tavolo ministeriale finalizzato all’esame del comparto che garantisce in condizioni di estrema precarietà la mobilità dei cittadini italiani.

Nella nota Faib Fegica e Figisc evidenziano che la distribuzione carburanti, che già registrava uno stato di crisi profonda ancor prima della pandemia da Covid-19, non può più reggere l’onda d’urto di una crisi strutturale che si sta manifestando sempre più diffusamente in questi mesi.

Le Federazioni ricordano che già a novembre 2019 proclamarono uno sciopero di due giorni con manifestazione davanti a Montecitorio per sollecitare un intervento del Governo ed affrontare in modo determinato i nodi che da anni bloccano le riforme urgenti di cui il settore ha bisogno: 1) diffusa illegalità, con il rischio concreto di un ulteriore allargamento, come denunciato dal Ministro dell’Interno nel secondo rapporto dell’Osservatorio sui rischi di infiltrazione della criminalità organizzata, in conseguenza della crisi da Coronavirus; 2) crescente ricorso al dumping contrattuale con pratiche da “Caporalato petrolifero”, con una presenza sempre più invasiva di operatori irregolari cui vengono applicate condizioni economiche e contrattuali illegali e sottopagate, con sfruttamento di lavoratori parasubordinati, quasi sempre di origini straniere; 3) polverizzazione, frammentazione e sovradimensionamento della rete quale diretta conseguenza dei due punti prima evidenziati e all’origine di altri fenomeni malavitosi; 4) margini gestionali divenuti nel corso del tempo insufficiente a garantire gli equilibri economici delle imprese di gestione delle aree di servizio in ragione del calo degli erogati, legati sia ai fenomeni sopra denunciati che alla sopravvenuta pandemia.

Dal quadro descritto per Faib Fegica e Figisc deriva che tale stato della rete richiede da un lato un improcrastinabile ed ampio piano di ristrutturazione della rete, con la chiusura degli impianti incompatibili e marginali, conferiti ad un soggetto pubblico terzo in grado di garantire le bonifiche dei suoli e la transizione ad una rete più moderna ed ecocompatibile, in linea con gli obiettivi europei sulle emissioni e di tutela dell’ambiente; e dall’altro l’esigenza di tipizzare nuove tipologie contrattuali per la gestione della rete dedicata alla mobilità dei cittadini.

Le Federazioni dei gestori sottolineano che “le questioni sopra enunciate sono ben rappresentate nell’atto parlamentare: Atto Camera – Risoluzione in commissione 7-00258 presentato da Massimiliano De Toma, primo firmatario, testo presentato Martedì 11 giugno 2019 modificato e approvato Mercoledì 4 dicembre 2019, seduta n. 271 della X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, con il voto unanime delle forze politiche parlamentari, che impegna il Governo ad attivarsi per individuare le misure normative adeguate al superamento delle criticità evidenziate. Le Federazioni, in ragione dell’evidente e conclamata attualità della crisi del settore, chiedono al Governo di attivarsi secondo le indicazioni del Parlamento e la convocazione in tempi brevi del tavolo di crisi per esporre le proposte per il superamento delle difficoltà anche in previsione di un imminente e non più rinviabile processo di transizione energetica che la filiera tutta insieme allo stato deve programmare per meglio affrontare un futuro ispirato su servizi tecnologicamente avanzati e su basi innovative.