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Diffida ad Esso

 Faib Fegica e Figisc rompono gli indugi. Esso faccia rispettare i contratti di cessione nell’ambito del cosiddetto modello grossista.

Con una nota unitaria le tre Federazioni hanno diffidato la Esso a far rispettare il complesso dei contratti ceduti ai subentranti nella proprietà degli impianti, nell’ambito del cosiddetto modello grossista. Faib Fegica e Figisc proclamano lo stato di agitazione e iniziative di sciopero su tutta la rete a marchio Esso nel mese di Maggio e avanzano richiesta di convocazione del tavolo sulle vertenze collettive di cui all’art.1 c) 6 del D.Lgs. 32/98, gia aperto presso il MISE.

Le Associazioni, denunciano che “L’Italia rimane l’unico Paese -fra quelli interessati alle “dismissioni” della compagnia- nel quale sono stati “scelti” più operatori commerciali, ciascuno dei quali con una propria struttura e con un’originale strategia di price: strategia che finisce per disorientare il consumatore che si trova di fronte all’offerta degli stessi prodotti a prezzo radicalmente diversi. L’unico denominatore comune è che i soggetti economici subentranti hanno inteso ridurre sostanzialmente i margini contrattualmente convenuti ed i diritti garantiti dalla Legge ai Gestori, nel silenzio assordante tanto della Esso Italiana srl -che ha sempre sostenuto di aver cessato ogni sua azione con l’alienazione degli impianti. Eppure il prodotto è fornito -a tutti- da Esso (o da un soggetto da essa designato), le campagne di marketing e di comunicazione vengono effettuate dall’Azienda e la negoziazione di carte petrolifere e buoni rimane saldamente nelle mani di codesta Compagnia e finanche i “contratti di affidamento in uso gratuito” sono quelli preesistenti. Sottoscritti e garantiti dalla Esso.”

Le Federazioni segnalano che “tra i contratti di cessione della rete ricadono, e non potrebbe essere altrimenti, gli stessi contratti di affidamento gratuito e di fornitura in esclusiva che legano i gestori al marchio sui rispettivi 1200 impianti ceduti ad Eg e su tutti gli altri ceduti in precedenza ad altri “selezionatissimi operatori professionali indipendenti. In virtù di quella cessione, si è concretizzato il trasferimento della proprietà degli impianti agli imprenditori selezionati unicamente da Esso che, però, ha omesso -salvo diversa contraria informazione attualmente non in possesso delle scriventi- di ricordare agli acquirenti che esistevano delle pattuizioni contrattuali -aventi forza di Legge (cfr. D. Lgs.32/98, 57/01 e 27/12). Tra tali pattuizioni vi era anche il trattamento economico e normativo garantito ai Gestori Esso dagli Accordi: non solo fino al momento della vendita a pacchetto, ma anche oltre, in vigenza degli stessi, fino al raggiungimento di un nuovo Accordo, disciplinato per legge e sottoscritto con le organizzazioni nazionali di categoria maggiormente rappresentative.”

Queste evidenze sono riconosciute dalla stessa Esso che in un comunicato apparso sulla stampa di settore afferma che “con il modello grossista con marchio, la Esso Italiana ha trasferito ad altri operatori del mercato la proprietà di rami d’azienda costituiti da gruppi di stazioni di servizio e dai relativi contratti.”

Inoltre appare evidente che la Esso ha continuato a mantenere -nonostante la cessione- la titolarità degli investimenti sulla qualità e le prestazioni dei carburanti, sugli strumenti di pagamento e di fidelizzazione, sull’innovazione e su iniziative di marketing, a detta della stessa Esso “non rappresenta un’uscita della Esso Italiana dal settore Retail” ma una sua diversa presenza nella quale continua ad esercitare un ruolo diretto nella gestione della rete, attraverso il controllo di funzioni essenziali quali le politiche commerciali di fidelizzazioni, di marketing, di qualità dei carburanti e degli strumenti di pagamento- esercitando di conseguenza persino un controllo sui flussi finanziari dei pv.

Per Faib Fegica e Figisc, dunque, la Esso in altre parole è pienamente parte in causa in quanto “ La qualità dell’offerta, le politiche di marketing, il presidio dei piazzali, la capacità di fare fidelizzazione, sono parte integrante delle riserve avocate a sé stessa dalla Esso italiana, come affermato nei recenti comunicati e non solo. Dunque se la Esso conferma la “fiducia nel modello “grossista con marchio”, la cui piena realizzazione è avvenuta appena un anno fa” e continua ad “essere convinta che la vendita dei … carburanti ai “grossisti con marchio” sia, per la Esso Italiana, la scelta più efficiente per servire il mercato e continuare a competere in un settore in continua evoluzione”, non può dichiararsi estranea alla gestione dei punti vendita, al rispetto dei contratti (tutti) e degli Accordi trasferiti.”

Per queste ragioni Faib Fegica e Figisc hanno diffidato la Esso “a garantire e pretendere dai propri selezionati partner il rispetto pieno ed incondizionato dei relativi contratti ceduti ai subentranti insieme alla proprietà essendo essa manifestamente parte in causa, ben sapendo che dalla corretta gestione del contratto stesso dipende il buon esito del nuovo modello così convintamente perseguito. Né è possibile immaginare che la relazione contrattuale instaurata, che coinvolge a pieno titolo tre parti in causa, la Esso italiana, i subentranti e i gestori, possa risolversi a danno palese di una sola parte, neanche chiamata a sedersi al tavolo, con la pretesa unilaterale di modificare delle condizioni contrattuali vigenti e soggette, ai fini della modificazione, alla condivisione. A questo quadro di contestazioni dettagliato si aggiunga che la quasi totalità dei subentranti nella proprietà degli impianti a marchio Esso continua a violare l’Accordo del 16 luglio 2014 imponendo una contrattazione one to one -peraltro già dichiarati nulli da un provvedimento -inappellato- del Tribunale di Roma.”

Alla luce delle considerazioni svolte le Federazioni annunciano che “saranno costrette a dichiarare lo stato di agitazione dei gestori a marchio -indipendentemente dalla “proprietà”- e a programmare la chiusura degli impianti con l’avvertenza che “in caso di mancato accoglimento delle istanze presentate si vedrebbero costrette a suggerire ai singoli gestori di dichiarare previa singola diffida, l’avvenuta risoluzione del contratto di fornitura carburante Esso per grave inadempimento sia di Esso Italiana s.r.l. che di EG ITALIA S.p.A., per i fatti prima evidenziati, sia degli altri subentranti per i profili inerenti le contestazioni avanzate, fermo restando la validità ed efficacia del contratto di comodato dell’impianto. In conseguenza e in esecuzione di tale risoluzione del contratto di fornitura i singoli gestori provvederanno, quindi, a dismettere tutte le insegne, le divise, le vetrofanie riferite alla fornitura di carburante Esso e ad acquistare il predetto carburante presso terzi fornitori più convenienti riconoscendo -se del caso- un “canone” per l’utilizzo delle attrezzature.”

Infine, Faib Fegica e Figisc hanno chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di “riconvocare, con urgenza, il tavolo per la composizione delle vertenze collettive -alla presenza della Esso- così come previsto dal D.Lgs. 32/98.”

 

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