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Assemblea Faib a Jesi: no all’accanimento fiscale e rinnovo degli accordi al centro del confronto.

 

 

A Jesi Lunedi sera 25 novembre, si sono riuniti i gestori carburanti della provincia di Ancona, alla presenza del Presidente nazionale Martino Landi, per analizzare lo stato della rete regionale e fare il punto sulla contrattazione a livello nazionale e i nuovi obblighi fiscali

Faib ha organizzato una partecipata assemblea di gestori provenienti dai comuni della provincia, a testimonianza di un malessere sempre più diffuso. Gli operatori della rete carburanti si sentono stretti tra nuovi adempimenti fiscali e margini risicatissimi che non garantiscono l’equilibrio delle gestioni e la sopravvivenza economica.

Il Presidente Landi ha illustrato ai gestori convenuti gli obiettivi della politica di Faib partendo dalle ultime azioni di protesta e di proposta. Landi ha parlato dei motivi della protesta, indirizzata verso la politica fiscale del Governo, che complica il lavoro dei gestori e non è utile a contrastare l’illegalità, duplicando inutilmente oneri e adempimenti. I gestori sono in prima linea nell’ invocare la legalità, con regole chiare e certe per tutti, ma chiedono meccanismi che non aggravino il lavoro e non comportino nuove spese. Landi ha evidenziato le l’ingolfamento dei nuovi adempimenti: dalle complicazioni del sistema della fatturazione elettronica così come strutturato, a quelli della trasmissione dei corrispettivi telematici, i cui costi di attuazione si scaricano esclusivamente sulle spalle dei gestori, all’introduzione dei DAS elettronici e la rimodulazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Tutti temi che non possono passare nel modo proposto da Governo anche in ragione della scarsa efficacia degli stessi per il contrasto all’illegalità. Su questo fronte Faib invita il Governo a considerare con attenzione le proposte fatte dalle Federazioni dei gestori.

Il Presidente Landi ha poi affrontato il tema dei rapporti economici con le aziende petrolifere, evidenziando da un lato il perdurare del mancato rinnovo degli accordi economici, che costringe i gestori a margini assolutamente insufficienti per fronteggiare i nuovi adempimenti, e dall’altra il proliferare di contratti illegali, accomunati dalla precarizzazione dei rapporti. Una situazione che è stata portata in piazza a Montecitorio, il 6 novembre us. In piazza c’erano tutti i gestori, di tutte le compagnie per migliorare una situazione sempre più difficile.

Landi ha incitato i gestori a serrare i ranghi, a stare vicini alle Associazioni, che sono aperte a tutti i contributi, per difendere i diritti della categoria e a dare più forza al Sindacato ai tavoli delle trattative. Da quelle con i retisti tipo Petrolifera Adriatica alle grandi compagnie come Eni o Italiana Petroli e Q8. Landi ha assicurato che il Sindacato si batterà per migliorare le condizioni proposte per il rinnovo degli accordi, che non saranno sottoscritte ipotesi non adeguate alle esigenze dei gestori.

“Abbiamo manifestato a Roma per dire al governo che il gestore è sempre più schiacciato da un sistema fiscale iniquo ed oppressivo e da compagnie petrolifere che continuano a sfruttare il lavoro dei gestori e perseguire i propri interessi economici: saremo coerenti fino in fondo. Vogliamo che sia tutelato il nostro lavoro e sia espulso chi invece pratica l’ illegalità contrattuale”